Sony A7R VI: Sony cambia davvero la filosofia della serie R

Per anni la serie R di Sony ha rappresentato un punto di riferimento preciso nel mercato fotografico: tantissima risoluzione, dettaglio incredibile, file enormi, gamma dinamica ai vertici e una qualità d’immagine capace di conquistare paesaggisti, ritrattisti e fotografi commerciali.
C’era però una percezione che ha accompagnato questa linea praticamente da sempre.
Le A7R venivano viste come fotocamere straordinarie “per fare foto”, ma meno trasversali rispetto ad altre mirrorless utilizzate in ambiti più dinamici, ibridi o video.

Già dai rumors che impazzavano sul web la sensazione eramolto chiara: Sony non ha semplicemente aggiornato la A7R V, ha cercato di trasformare completamente il concetto stesso di “serie R”.

La A7rVI, annunciata quest’oggi, rompe gli schemi, fa da spartiacque.
La nuova generazione punta infatti a un obiettivo ambizioso: mantenere l’identità ultra high-resolution della linea, eliminando però quasi tutti quei compromessi che negli anni avevano separato le A7R dalle mirrorless più versatili del sistema Alpha.

67 megapixel: non è solo una questione di risoluzione

Il dato che salta subito all’occhio è ovviamente il nuovo sensore full frame da 67 megapixel.
La vera novità, tuttavia, è il modo in cui Sony ha deciso di gestire quella risoluzione.

La nuova Sony A7R VI utilizzerà infatti il processore Bionz XR 2, già visto sulla nuova generazione Alpha, con una potenza di elaborazione nettamente superiore rispetto al passato.
Ed è qui che cambia tutto. Storicamente le fotocamere ad altissima risoluzione hanno sempre dovuto convivere con alcuni compromessi ma Sony sembra aver lavorato proprio per eliminare quella sensazione di “macchina lenta”.

La nuova generazione viene infatti descritta come:
• blackout free,
• molto più reattiva,
• più veloce nella lettura dati,
• più intelligente nella gestione autofocus,
• più efficace nelle scene dinamiche.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della nuova A7R VI.

L’autofocus cambia approccio: la camera riconosce da sola il soggetto

Negli ultimi anni Sony ha spinto moltissimo sull’intelligenza artificiale applicata all’autofocus.

Con la Sony A7R VI, però, il salto sembra ancora più evidente.

La fotocamera integra:

  • AF a 693 punti,
  • elaborazione AI fino a 30 fps,
  • AF/AE calculation fino a 60 volte al secondo,
  • riconoscimento automatico del soggetto.

Non si parla più semplicemente di eye AF o tracking avanzato.
La macchina sembra progettata per capire autonomamente cosa sta osservando e adattare il comportamento dell’autofocus in tempo reale.

E’ stato inoltre migliorato il riconoscimento degli animali, dei soggetti piccoli edelle situazioni più complesse.

Per wildlife photographer e creator naturalistici potrebbe essere una delle evoluzioni più importanti viste negli ultimi anni all’interno della linea R.

Sony a7R VI: caratteristiche principali
  • Sensore full frame da 67 megapixel
  • Nuovo processore Bionz XR 2
  • 16 stop di gamma dinamica
  • Stabilizzazione fino a 8.5 stop
  • AF a 693 punti con AI evoluta
  • AF/AE calculation 60 volte al secondo
  • Registrazione 14 bit
  • 8K 30p
  • 4K 120p senza crop
  • Dual Gain per gamma dinamica video
  • Nuova modalità Dynamic Active
  • Mirino 3 volte più luminoso
  • Monitor multi-angle a 4 assi
  • Tasti illuminabili
  • Doppia USB-C
  • Wi-Fi 6GHz

16 stop di gamma dinamica: Sony punta ancora più in alto

La nuova Sony A7R VI arriva fino a 16 stop di gamma dinamica, superando il già eccellente valore della generazione precedente.

Questo valore si traduce in:

  • ombre più recuperabili,
  • luci più gestibili,
  • maggiore elasticità in post produzione,
  • transizioni tonali più naturali,
  • più margine nelle scene ad alto contrasto.

Ed è esattamente il tipo di caratteristica che interessa chi lavora seriamente con paesaggio, advertising, ritratto, moda, architettura e fine art.

Sony  ha inoltremigliorato il pixel shift multi shooting, funzione che negli anni è diventata sempre più importante per chi cerca il massimo dettaglio possibile.


La nuova Sony A7r VI punta a un obiettivo ambizioso: mantenere l’identità ultra high-resolution della linea, eliminando però quasi tutti quei compromessi che negli anni avevano separato le A7R dalle mirrorless più versatili del sistema Alpha.



La nuova Sony A7r VI punta a un obiettivo ambizioso: mantenere l’identità ultra high-resolution della linea, eliminando però quasi tutti quei compromessi che negli anni avevano separato le A7R dalle mirrorless più versatili del sistema Alpha.


Comparto video

L’abbiamo detto in apertura: fino a oggi la serie R veniva quasi sempre associata principalmente alla fotografia.

Questa volta, invece, Sony sembra aver deciso di costruire una macchina realmente ibrida.

Le specifiche parlano di:
• 8K 30p in full frame,
• 4K 60p,
• 4K 120p senza crop,
• registrazione 14 bit,
• Dual Gain,
• dissipazione termica migliorata.

Ed è proprio il 4K120p full frame senza crop a far capire quanto Sony abbia spinto sul lato video.
Non si tratta più di avere “anche il video”.

Stabilizzazione Dynamic Active e audio a 32 bit

Anche la stabilizzazione è stata fortemente migliorata.

Oltre alla classica stabilizzazione meccanica e alla modalità Active già vista sulla precedente generazione, arriva infatti la nuova modalità Dynamic Active pensata per le riprese più movimentate.
Una soluzione chiaramente orientata a: creator, run & gun, documentari e produzioni leggere.

Importantissimo anche il lavoro sull’audio.

La nuova generazione migliora: il microfono integrato, la riduzione del rumore e la gestione audio generale.

Ma soprattutto viene introdotto un nuovo adattatore audio capace di registrare in 32 bit float.

Un dettaglio che racconta molto bene il target di questa macchina. Sony, lo ribadiamo, non sta parlando soltanto ai fotografi.

Per chi è pensata la Sony A7R VI?

Landscape photographer
Altissima risoluzione, gamma dinamica estesa e pixel shift migliorato.

Wildlife photographer
Autofocus AI evoluto e tracking avanzato anche su soggetti piccoli.

Ritrattisti e fashion photographer
Profondità colore a 14 bit e gestione tonale ancora più raffinata.

Videomaker e creator
8K, 4K120p senza crop, Dynamic Active e workflow video professionale.

Creator ibridi
Una macchina progettata per lavorare ad altissimo livello sia in foto che in video.

Ergonomia migliorata

Anche l’ergonomia del corpo macchina è fortemente migliorata.
Sony ha introdotto infatti un grip più pronunciato che rende la camera più maneggovole.

Inoltre, sul nuovo corpo troviamo un monitor multi-angle a 4 assi, un’ interfaccia verticale migliorata, una tally lamp e tasti illuminabili.

Interessantissimo anche il nuovo mirino elettronico, descritto come tre volte più luminoso rispetto alla A7R V.

Autonomia e connettività: workflow sempre più professionale

Sony migliora anche l’autonomia. La nuova generazione passa infatti da circa 440 a 590 scatti, e dovrebbe arrivare sul mercato insieme a una nuova batteria.

Sul fronte connettività troviamo:
• Wi-Fi 6GHz,
• doppia USB-C,
• Power Delivery,
• porta principale più veloce,
• sistema di blocco cavo tramite vite.

Elementi che fanno capire quanto Sony abbia pensato questa macchina anche per set commerciali, produzioni video, tethering e  workflow professionali avanzati.

Conclusioni

Con la nuova α7R VI, Sony alza ulteriormente l’asticella: 67 MP, 8K, autofocus AI evoluto e prestazioni che vanno ben oltre il concetto classico di “fotocamera ad alta risoluzione”.

Non è solo l’evoluzione della A7R V, è la rivoluzione di una filosofia.

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Sony a7r VI

Con a7r VI Sony non ha semplicemente aggiornato la A7R V, ha cercato di trasformare completamente il concetto stesso di “serie R”. 

Copertina FB

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