“La Foto del Mese”di Aprile: la riflessione di un istante
“Riflessione di un istante”, lo scatto vincitore della Foto del Mese di aprile, è un’immagine delicata, sospesa.
Una bambina, il mare, un attimo di esitazione.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Salvatore, autore dello scatto, per farci raccontare non solo la fotografia, ma il percorso, le scelte e il significato più profondo che si nasconde dietro la sua fotografia.
“La foto del mese” di Aprile: chi è Salvatore Ambrosio
-Ciao Salvatore, innanzitutto complimenti e benvenuto su Foto Ema Magazine. Oggi vorremmo conoscerti un po’ meglio. Raccontaci di te: chi è Salvatore? Come è nata la tua passione per la fotografia? C’è stato un momento preciso che ha segnato l’inizio del tuo percorso?
-Sono Salvatore, ho 32 anni e vivo a Sorrento, in provincia di Napoli. Durante il mio percorso di laurea in Giurisprudenza è nata la mia passione per la fotografia, che nel tempo è cresciuta fino a diventare una parte fondamentale della mia vita. Negli ultimi anni ho frequentato diversi corsi per approfondire la tecnica dello scatto manuale e affinare il mio sguardo fotografico. Proprio grazie a queste esperienze mi sono avvicinato alla street photography, un genere che mi ha conquistato perché mi permette di raccontare momenti autentici e frammenti di vita quotidiana attraverso le immagini.

Mi sono avvicinato alla fotografia nel 2021, in un momento particolarmente difficile della mia vita, segnato da una grave perdita. È diventata per me uno spazio personale, un modo per liberare la mente e ritrovare equilibrio, permettendomi di trasformare emozioni complesse in immagini e di trovare, attraverso lo sguardo, una nuova forma di espressione.
La foto vincitrice
-La tua voglia di comunicare traspare ed arriva tutta, posso davvero confermarlo. A proposito di ciò: l’immagine vincitrice de “la foto del mese di Aprile” ci ha colpiti davvero molto.
La presenza della bambina dà un forte impatto emotivo all’immagine: che rapporto avevi con il soggetto e quanto ha influito sulla riuscita dello scatto?
-Non conoscevo la bambina e non avevo alcun rapporto con lei. Ho realizzato lo scatto lasciandomi guidare esclusivamente dalle emozioni del momento e dai suoi movimenti spontanei. È stato proprio questo approccio istintivo a permettermi di cogliere un attimo autentico, senza costruzioni, contribuendo in modo decisivo alla riuscita della fotografia.

Composizione e scelta estetica
-L’attimo giusto ripreso al momento giusto! Entriamo ora nella costruzione dell’immagine: la fotografia gioca molto sul contrasto tra luce e ombra. Quanto è stata una scelta consapevole in fase di scatto?
–Già in fase di scatto avevo immaginato il risultato finale, pensando a come avrei valorizzato l’immagine in post-produzione con Lightroom. Il contrasto tra luce e ombra è stato quindi una scelta consapevole: ho cercato fin da subito una composizione che mi permettesse di enfatizzarlo, con l’obiettivo di mettere in risalto la figura della bambina e rendere la scena più intensa ed evocativa.

Il bianco e nero
-Restando sul linguaggio visivo, hai scelto il bianco e nero per questa immagine: è stata una decisione pensata prima dello scatto o nata in post-produzione? Cosa aggiunge, secondo te, rispetto al colore?
–La scelta del bianco e nero è stata pensata già prima dello scatto. Volevo fin da subito un’immagine essenziale, capace di andare oltre il colore per concentrarsi su forme, luci ed emozioni. Il bianco e nero, infatti, permette allo sguardo di posarsi immediatamente sul soggetto principale, eliminando elementi di distrazione e rendendo la scena più intensa e senza tempo. In questo modo la figura della bambina emerge con maggiore forza, diventando il vero centro narrativo dello scatto.

Il momento
-C’è un dettaglio specifico (l’acqua che tocca i piedi, la postura, il riflesso) che per te rappresenta il cuore della fotografia?
–La fotografia, intitolata “Riflessione di un istante”, si concentra su un momento molto preciso: l’esitazione della bambina davanti al mare. Il dettaglio centrale è proprio quell’attimo sospeso in cui sembra indecisa se immergere o meno il piede nell’acqua. Per me è questo il cuore dello scatto: un istante di incertezza, semplice ma profondamente umano, che racchiude una piccola storia fatta di emozione, scoperta e delicatezza.
Tecnica
-Passando alla parte più tecnica, ci racconti qualcosa dal punto di vista dell’attrezzatura e delle impostazioni? Che cosa è stato fondamentale per ottenere questo risultato?
-Per questo scatto ho utilizzato una Sony A7 IV con obiettivo 24-70mm di seconda generazione, una combinazione estremamente versatile che mi ha permesso di adattarmi rapidamente alla scena. Dal punto di vista tecnico, ho lavorato con ISO 1600, diaframma f/9 e tempo di scatto di 1/400s. La scelta di un diaframma abbastanza chiuso mi ha consentito di mantenere una buona profondità di campo, così da valorizzare sia la bambina sia il contesto intorno, mentre il tempo rapido è stato fondamentale per congelare il momento preciso in cui il piede sta per toccare l’acqua. Gli ISO leggermente elevati, invece, mi hanno aiutato a gestire la luce disponibile senza compromettere la nitidezza dello scatto.
In fase di post-produzione, ho lavorato in Lightroom concentrandomi principalmente su esposizione, ombre, neri e bianchi. L’obiettivo era rafforzare il contrasto e guidare lo sguardo verso il gesto della bambina, enfatizzando l’atmosfera senza snaturare la naturalezza della scena. La conversione in bianco e nero ha poi contribuito a rendere l’immagine più essenziale e senza tempo, mettendo al centro l’emozione del momento.
La luce
-La luce è estremamente delicata ma incisiva: hai aspettato un momento preciso della giornata o è stata una situazione fortuita?
-È stata una situazione fortuita. Stavo semplicemente camminando in cerca di un’idea fotografica quando ho notato la scena e la qualità della luce.
Il significato personale
-Questa foto ha per te un valore personale particolare?
-Sì, questa foto ha per me un valore personale molto forte. Al di là dell’aspetto estetico, è uno scatto che mi riporta a un momento di semplicità e scoperta, quasi sospeso nel tempo. Quello che mi colpisce è il gesto della bambina: così delicato, istintivo, pieno di curiosità. In qualche modo mi ricorda quanto siano importanti questi piccoli attimi, spesso silenziosi, che però raccontano emozioni profonde. È una scena che parla di crescita, di primo contatto, di meraviglia. Per questo motivo la sento molto vicina al mio modo di vedere la fotografia: non solo come immagine, ma come memoria emotiva capace di fermare qualcosa che altrimenti scorrerebbe via.
Lo stile fotografico
-Questo scatto rappresenta il tuo stile fotografico o è un’eccezione rispetto al tuo modo abituale di fotografare?
-Sì, questo scatto rappresenta pienamente il mio stile fotografico. Mi riconosco molto in immagini di questo tipo, in cui cerco di raccontare momenti semplici ma carichi di significato, senza forzature. Amo lavorare su scene spontanee, cogliendo attimi autentici e valorizzandoli attraverso la luce e la composizione. Anche la scelta del bianco e nero riflette il mio modo di vedere: eliminare il superfluo per concentrarmi sull’essenza del momento e sull’emozione che trasmette.

Post produzione
-Quanto lavoro c’è stato in post? Hai cercato di mantenere uno stile naturale o hai costruito l’immagine in fase di editing?
-In post-produzione mi sono concentrato su esposizione, luci, ombre, contrasti, neri e bianchi, con l’obiettivo di valorizzare al meglio lo scatto senza alterarne la natura. Ho cercato di mantenere uno stile il più possibile naturale: l’idea era quella di accompagnare l’immagine, non di costruirla. Tutto è stato orientato a mettere in risalto il gesto della bambina e la delicatezza del momento, preservandone autenticità ed equilibrio.
Il futuro
-Guardando avanti, su cosa stai lavorando adesso? Hai nuovi progetti fotografici in corso?
In questo momento sto continuando a coltivare con costanza la mia passione per la fotografia, cercando ogni giorno nuovi spunti e luoghi da raccontare attraverso le immagini. Non ho un progetto strutturato in senso tradizionale, ma vivo questa fase come una continua ricerca: osservo, esploro e provo a catturare scene che mi colpiscono, con l’obiettivo di crescere sempre di più dal punto di vista personale e creativo. Il desiderio, naturalmente, è quello di riuscire a trasformare questa grande passione in qualcosa di più, fino a farla diventare un vero e proprio lavoro.

Conclusioni
-In un mondo sempre più veloce e pieno di immagini, pensi che fotografie come questa abbiano ancora il potere di far fermare lo sguardo?
Sì, credo che fotografie come questa abbiano ancora, e forse oggi più che mai, il potere di far fermare lo sguardo. Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, spesso consumate in modo veloce e superficiale. Proprio per questo, uno scatto capace di trasmettere un momento autentico, semplice e sincero può creare una pausa, anche solo di pochi secondi, ma significativa. È in quella pausa che nasce la connessione con chi guarda. Penso che non sia tanto la complessità a fare la differenza, ma la verità dell’immagine: un gesto delicato, una luce particolare, un’emozione riconoscibile. Sono elementi universali che riescono ancora a parlare alle persone e a invitarle a soffermarsi, anche in mezzo al rumore visivo di oggi.




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