Mostre fotografiche 2026: “Seeing Auschwitz”. La fotografia come ponte tra memoria e coscienza
Nel cuore di Torino, dal 23 Gennaio fino alla fine di marzo, un’esposizione fotografica di grande intensità inaugura un dialogo unico con il passato. All’Archivio di Stato piemontese, dal 23 gennaio al 31 marzo 2026, è allestita Seeing Auschwitz, una mostra che non si limita a esporre immagini, ma punta a smuovere la coscienza e a a modificare lo sguardo dello spettatore.
Commissionata nel 2020 da organismi come ONU e UNESCO, l’esposizione riunisce oltre 100 fotografie storiche provenienti dal campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il suo approccio è innovativo e crudo: confronta tre prospettive distinte -quella delle vittime, quella dei carnefici e quella dei liberatori- e restituisce un quadro fortemente complesso e doloroso della tragedia umana che fu l’Olocausto.
Mostre fotografiche 2026: “Seeing Auschwitz” . Un racconto visivo plurale
Le fotografie delle SS, spesso scattate con rigore burocratico, mostrano procedure e routine del sistema attuato; allo stesso tempo, alcune immagini clandestine, sottratte alla sorveglianza dei carnefici dai prigionieri stessi o documentate dagli Alleati, restituiscono un’altra verità visiva, più intima e profondamente umana.
È proprio questa triplice prospettiva che dà forma alla mostra, invitando chi osserva a interrogarsi non soltanto sui fatti storici, ma sui modi in cui tali fatti vengono registrati, interpretati e, infine, ricordati. La fotografia diventa così strumento di indagine critica, in grado di svelare non solo ciò che è visibile, ma anche ciò che è stato taciuto, distorto o manipolato.
L’Auschwitz Album: un ritrovamento che parla
Tra i materiali esposti, l’Auschwitz Album occupa un posto centrale: un volume di circa duecento fotografie recuperato alla fine della guerra, che documenta le selezioni e la vita nel campo attraverso gli occhi di chi era parte del macchinario genocida. Ritrovato casualmente da una prigioniera sopravvissuta, Lili “Lilly” Jacob, queste immagini non sono semplici documenti: sono porte sulla memoria personale e collettiva, capaci di incarnare storie singole e innumerevoli tragedie.
Le fotografie, realizzate da membri dell’Erkennungsdienst, il servizio di identificazione delle SS – non sono soltanto prove storiche, ma anche eco delle ambiguità e delle manipolazioni insite in ogni immagine. Se da un lato documentano eventi concreti, dall’altro rivelano come l’apparato nazista cercasse di rappresentare sé stesso e la propria azione.
Perchè “Seeing Auschwitz”
Seeing Auschwitz non è una mostra che si limita a mostrare, è un invito a mettere in discussione la neutralità apparente delle fotografie – a riconoscere che ogni immagine porta con sé una prospettiva, un’intenzione, un filtro. Come afferma il direttore dell’Archivio di Stato di Torino, osservare con lucidità e senso critico è fondamentale per comprendere non solo la storia, ma anche il presente della memoria collettiva.
In un’epoca in cui la memoria storica è spesso messa alla prova, Seeing Auschwitz ricostruisce un ponte tra passato e presente. Le fotografie diventano così testimoni silenziosi, capaci di trasmettere emozioni, domande e riflessioni per le generazioni di oggi e di domani.

Informazioni
Quando: 23 gennaio – 31 marzo 2026. Da lunedì a venerdì 10-18
Dove: Archivio di Stato di Torino, sale espositive, piazzetta Mollino 1.
Ingresso gratuito
Conclusioni
Seeing Auschwitz non è soltanto una mostra fotografica, ma un percorso di rfilessione. Le immagini esposte non si limitano a documentare, ma interrogano lo sguardo di chi osserva, ponendo domande su memoria, responsabilità e interpretazione del passato.
Questa esposizione ricorda il valore della fotografia come testimonianza e strumento di riflessione. Visitare Seeing Auschwitz significa fermarsi, osservare e accettare il peso della memoria, affinché ciò che è stato non venga mai ridotto a semplice immagine, ma resti esperienza condivisa e consapevole.



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