Il formato 110 torna protagonista: Lomomatic, nuove pellicole e il fascino dell’analogico tascabile

La fotografia analogica è tornata. Su questo, ormai, anche i più scettici concordano.
Ne abbiamo parlato diverse volte anche qui sul magazine: dopo anni in cui la pellicola sembrava destinata a restare un ricordo per nostalgici, negli ultimi tempi l’interesse è cresciuto nuovamente e lo ha fatto coinvolgendo non soltanto chi con i rullini ci è cresciuto, ma anche chi -probabilmente- non ne aveva mai visto uno prima d’ora.

È proprio in questo scenario che sta ritrovando spazio un formato che sembrava appartenere definitivamente al passato: il 110.

Lomochrome rullino 110
Un formato minuscolo, nato negli anni Settanta, che Lomography ha riportato in vita e attorno al quale oggi esiste un piccolo ecosistema fatto di fotocamere e pellicole decisamente interessanti.

Per questo abbiamo scelto di portare in store alcune delle proposte più particolari del brand: le Lomomatic 110 Golden Gate, Metal e Nocturne, le pellicole Lobster Redscale 110 ISO 200 e LomoChrome Color ’92 Sun-kissed 110 ISO 400 e, per chi vuole sperimentare con un approccio simile utilizzando però il classico 35 mm, la Half-Frame Simple Use ricaricabile LomoChrome Classicolor.

Ma facciamo un passo indietro.

Cos’è il formato 110?

Il formato 110 nasce nel 1972, quando Kodak introduce sul mercato una pellicola pensata per rendere la fotografia ancora più semplice e portatile.

La pellicola misura appena 16 mm di larghezza ed è racchiusa in una cartuccia con due camere: una contiene la parte non ancora esposta, l’altra raccoglie quella già utilizzata.

Questo sistema rende il caricamento estremamente semplice. Si apre il dorso della fotocamera, si inserisce la cartuccia e si può iniziare a scattare. A fine rullino, inoltre, non è necessario effettuare alcun riavvolgimento.

Da qui il nome con cui il formato è stato spesso identificato: pocket film.

Rullino 110 di un tempo

Negli anni Settanta il successo fu importante proprio per questo motivo. Le fotocamere 110 potevano essere molto più piccole delle tradizionali 35 mm e permettevano a chiunque di fotografare senza dover imparare a caricare correttamente un rullino.

Con il tempo, però, il miglioramento e la maggiore accessibilità delle fotocamere 35 mm portarono il piccolo 110 progressivamente ai margini del mercato, fino a sparire quasi del tutto. Nel 2009 la produzione di nuove pellicole si era sostanzialmente fermata.

Poi, nel 2012, Lomography ha deciso di riportarlo in produzione.

Lomomatic 110: molto più di una semplice toy camera

Se il formato 110 incuriosisce, la Lomomatic 110 è probabilmente uno dei motivi migliori per riscoprirlo. Le dimensioni sono quelle che ci si aspetterebbe da una vera pocket camera, ma la dotazione è più completa di quanto si possa pensare.

Lomography ha scelto un obiettivo grandangolare Minitar CX in vetro da 23 mm, abbinato a due aperture selezionabili, f/2.8 e f/5.6.
L’esposizione è automatica e l’otturatore lavora da 30 secondi fino a 1/250 s; è presente anche la modalità Bulb, sempre fino a 30 secondi.
La sensibilità può essere impostata su ISO 100, 200 o 400, mentre la messa a fuoco è a zone, con quattro distanze disponibili: 0,8 metri, 1,5 metri, 3 metri e infinito.

Insomma, bisogna accettare la filosofia del 110 (con tutte le sue caratteristiche ed imperfezionni), ma questo non significa rinunciare al controllo dello scatto.
La Lomomatic permette infatti anche di realizzare esposizioni multiple, mentre il flash removibile amplia ulteriormente le possibilità di utilizzo e può essere abbinato ai filtri gel colorati.

È proprio questo equilibrio a renderla interessante: abbastanza semplice da poter essere utilizzata anche da chi si avvicina per la prima volta alla pellicola, ma con qualche possibilità creativa in più per chi vuole sperimentare.

Golden Gate, Metal o Nocturne?

Le tre Lomomatic che abbiamo scelto condividono la stessa impostazione fotografica. Cambia soprattutto il modo in cui viene interpretato il design della fotocamera.

La Lomomatic 110 Golden Gate è la più colorata delle tre. Ha un’estetica giovane e dichiaratamente Lomography che non prova neppure a far finta di voler passare inosservata.

Lomomatic 110 Golden Gate

La Lomomatic 110 Metal sceglie invece un’impostazione più ricercata grazie al corpo in metallo trasmettendo una sensazione completamente diversa rispetto alla Golden Gate.

Lomomatic 110 silver frame

Poi c’è la Lomomatic 110 Nocturne, con il suo corpo in metallo nero. È probabilmente la variante più sobria ed “elegante” della famiglia, soprattutto per chi ama il formato 110 ma preferisce una fotocamera dall’aspetto meno eccentrico.

Lomomatic 110 Nocturne

Da un punto di vista puramente fotografico non ha quindi molto senso chiedersi quale delle tre “scatti meglio”: obiettivo e funzioni rimangono gli stessi.

La scelta dipende soprattutto dal gusto personale. E visto che stiamo parlando di una macchina pensata anche per essere infilata in tasca e portata sempre con sé, non è affatto un dettaglio secondario.


Tra Lomomatic 110, Half Frame e nuove pellicole, Lomography riporta al centro una fotografia analogica più viva che mai.



Tra Lomomatic 110, Half Frame e nuove pellicole, Lomography riporta al centro una fotografia analogica più viva che mai.


Nel 110 la pellicola fa davvero la differenza

Con un formato del genere, scegliere la pellicola è una parte fondamentale dell’esperienza.

Tra le pellicole che abbiamo selezionato ce ne sono due che rappresentano bene due modi completamente diversi di interpretare il 110.

Lobster Redscale 110 ISO 200

Il nome lascia già intuire le caratteristiche principali della pellicola. La Lobster Redscale 110 ISO 200 lavora soprattutto su una palette molto calda, con rossi, arancioni, gialli e tonalità che possono arrivare al seppia.

È una pellicola per chi cerca volutamente un risultato particolare.

Lomochrome Lobster Red Scale pellicola esempio

La sensibilità è ISO 200, ogni cartuccia permette di realizzare 24 esposizioni e lo sviluppo avviene con il comune processo C-41.

La grana diventa visibile soprattutto ingrandendo le immagini e contribuisce parecchio alla resa finale. Va utilizzata in particolare quando il colore deve diventare parte importante dello scatto: giornate molto luminose, paesaggi estivi, street photography, festival, viaggi.

Lomochrome Lobster Red Scale pellicola

Di certo non è la pellicola da scegliere se l’obiettivo è riprodurre i colori nel modo più fedele possibile.

LomoChrome Color ’92 Sun-kissed 110 ISO 400

Completamente diverso il carattere della LomoChrome Color ’92 Sun-kissed 110 ISO 400.

Qui il riferimento è alle fotografie degli anni Novanta: colori caldi, gialli e arancioni più morbidi, incarnati luminosi e una grana ben presente.

Lomochrome SUn Kissed 92 pellicola foto 2

La sensibilità ISO 400 la rende inoltre più versatile rispetto alla Lobster. Anche in questo caso troviamo 24 esposizioni e sviluppo tramite processo standard C-41.

È particolarmente interessante con la luce naturale e, come suggerisce il nome, nelle situazioni in cui si può sfruttare una luce calda. Ritratti, fotografie di viaggio, scene quotidiane e golden hour sono probabilmente i contesti in cui riesce a esprimersi meglio.

Lomochrome SUn Kissed 92 pellicola foto

 

E se il 110 fosse troppo piccolo? C’è l’half-frame

Nello stesso filone della fotografia analogica compatta abbiamo scelto anche un prodotto differente, che secondo noi merita attenzione: la Lomography Half-Frame Simple Use ricaricabile LomoChrome Classicolor.

Lomo classic

Qui non utilizziamo pellicola 110, ma il tradizionale 35 mm.

La differenza sta nelle dimensioni del fotogramma.

Una fotocamera half-frame utilizza infatti soltanto metà dell’area normalmente occupata da una fotografia 35 mm: ogni immagine misura circa 17 × 24 mm.

Il vantaggio è immediato. Con un normale rullino da 36 pose è possibile arrivare a 72 fotografie.

La Half-Frame Simple Use viene già fornita con una LomoChrome Classicolor ISO 200, pronta per realizzare 40 scatti half-frame. Finito il primo rullino, però, la fotocamera non va buttata: può essere caricata nuovamente con qualsiasi pellicola standard da 35 mm.

Lomochrome foto

La fotocamera monta un 21 mm f/9, dispone di flash integrato e viene fornita anche con filtri gel colorati da utilizzare sul flash. Il corpo, inoltre, è realizzato al 100% con materiali riciclati.

È una macchina essenziale, ma il formato half-frame apre anche una possibilità che ci piace parecchio: utilizzare due fotogrammi consecutivi per creare un piccolo dittico.

Lomochrome dittico

Un ritratto e un dettaglio. La stessa scena vista da due prospettive. Un prima e un dopo.

Oppure, naturalmente, dimenticarsi completamente dei dittici e godersi semplicemente il fatto di avere fino a 72 fotografie a disposizione.

Perché proprio adesso?

Questa è sicuramente la domanda più interessante. Perché nel 2026 dovremmo interessarci a un formato nato nel 1972?

Perché oggi fotografiamo tantissimo. E proprio per questo ogni tanto può essere divertente fare esattamente il contrario di quello che facciamo normalmente.

Lomography Classic Color

Uscire senza uno schermo su cui controllare la foto appena scattata. Non fare dieci versioni della stessa immagine. Scegliere prima la pellicola sapendo che quella decisione influenzerà tutti gli scatti successivi.

Non crediamo che la fotografia analogica sia tornata in auge perché improvvisamente è diventata più pratica del digitale, perchè obiettivamente non lo è. È tornata perché offre un’esperienza diversa.

Ed è anche il motivo per cui prodotti come la Lomomatic 110 e Half Frame risultano oggi molto più interessanti di quanto si potrebbe pensare guardando semplicemente la loro scheda tecnica.

L’analogico tascabile è tornato

Il 110 non diventerà probabilmente il nuovo 35 mmn nè punta a diventarlo.

È un formato con una personalità molto precisa e, grazie al lavoro fatto da Lomography sulle nuove fotocamere e sulle emulsioni, oggi è nuovamente possibile utilizzarlo senza dover necessariamente recuperare vecchie pellicole o fotocamere degli anni Settanta.

Le Lomomatic 110 Golden Gate, Metal e Nocturne rendono il sistema molto più completo di quanto ci aspettassimo da una pocket camera; Lobster Redscale e LomoChrome Color ’92 Sun-kissed mostrano quanto una semplice scelta di pellicola possa cambiare completamente il risultato.

Lomomatic 110, pellicole e Half Frame

La Half-Frame Simple Use, invece, rappresenta forse il punto di ingresso più immediato per chi è incuriosito da questo ritorno dell’analogico ma vuole iniziare da qualcosa di estremamente semplice e continuare a utilizzare il 35 mm.

Fotocamere minuscole, pochissimi comandi ma tante possibilità creative e pellicole con una forte personalità.

Lomomatic 110 metal Silver

In un settore in cui siamo abituati a parlare di autofocus sempre più evoluti, risoluzioni enormi e raffiche da decine di fotogrammi al secondo, ogni tanto fa piacere poter parlare anche di questo.

Il 110 probabilmente non diventerà mainstream, ma per chi ha voglia di sperimentare con la pellicola e uscire dai percorsi più convenzionali del 35 mm, oggi è tornato a essere un formato interessante.

Per chi ha voglia di sperimentare con la pellicola e uscire dai percorsi più convenzionali del 35 mm, però, oggi è tornato a essere un formato decisamente interessante: piccolo, immediato e con una personalità che difficilmente si confonde con altro.

Lomomatic 110, pellicole e Half Frame

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