Kodak Alaris vs Eastman: novità dal mondo analogico
Se recentemete hai cercato una Kodak Portra 400 e ti sei ritrovato davanti una scatola gialla e nera con scritto Ektacolor Pro 400, probabilmente una domanda te la sei fatta.
È una nuova pellicola? È la stessa Portra? E soprattutto: perché Kodak ha cambiato nome a uno dei rullini più conosciuti al mondo?

La risposta breve è semplice: in molti casi è cambiato davvero poco. Quella più esaustiva, invece, richiede di fare un passo indietro. Perché dietro alle nuove confezioni Kodak Eastman c’è una storia che riguarda due aziende che portano entrambe il nome Kodak.
Kodak Alaris ed Eastman Kodak: perché esistono “due Kodak”?
Partiamo da quello che, a colpo d’occhio, può sembrare un paradosso. Eastman Kodak Company e Kodak Alaris non sono la stessa azienda. Kodak Alaris nasce nel 2013 come società indipendente da Eastman Kodak e utilizza il marchio Kodak in licenza. La stessa Kodak Alaris definisce oggi Kodak Professional come parte della propria divisione Kodak Moments.
Semplificando, per anni il meccanismo è stato questo: Eastman Kodak produceva fisicamente le pellicole negli Stati Uniti, mentre Kodak Alaris si occupava della commercializzazione e distribuzione di gran parte delle pellicole fotografiche destinate al pubblico.
Poi qualcosa ha iniziato a cambiare.Tra il 2025 e il 2026 Eastman Kodak è tornata progressivamente a distribuire direttamente diverse pellicole fotografiche: prima Kodacolor, poi Gold e UltraMax e successivamente altre referenze professionali. Ed eccoci al punto.
Quando la stessa emulsione passa attraverso un diverso canale commerciale, non è detto che possa conservare anche lo stesso nome con cui l’abbiamo conosciuta fino a oggi.
Portra diventa Ektacolor Pro. Ma resta Portra?
Qui la risposta è particolarmente semplice.
Non devi aspettarti improvvisamente colori completamente diversi, una nuova grana o una pellicola con un comportamento stravolto. Cambiano il nome, il packaging e la filiera commerciale attraverso cui il prodotto arriva sul mercato; l’emulsione resta quella che il fotografo conosce.
Kodak presenta infatti oggi Ektacolor Pro nelle varianti 160, 400 e 800 ISO, mantenendo tra i punti distintivi della famiglia la resa naturale dei colori, la riproduzione dei toni della pelle, la grana fine e l’ampia latitudine di posa.
Insomma: se davanti a Ektacolor Pro avete pensato “hanno fatto fuori Portra”, niente panico.
È soprattutto il nome a essere cambiato.
| Kodak Alaris / denominazione legacy | Eastman Kodak | Equivalenza indicata |
| Kodak Professional Portra 160 | Ektacolor Pro 160 | stessa emulsione / rebranding |
| Kodak Professional Portra 400 | Ektacolor Pro 400 | stessa emulsione / rebranding |
| Kodak Professional Portra 800 | Ektacolor Pro 800 | stessa emulsione / rebranding |

Se ami Portra 400, Ektacolor Pro 400 non nasce per offrirti un “nuovo look”.
Da T-Max a Ektapan: stesso discorso, questa volta in bianco e nero
Il passaggio riguarda anche un’altra famiglia storica Kodak: T-Max.
Le corrispondenze sono:
T-Max 100 → Ektapan 100
T-Max 400 → Ektapan 400
Per entrambe la presentazione parla nuovamente di stessa emulsione e nuovo naming.
Ektapan 100 e 400 utilizzano infatti la tecnologia a cristalli tabulari che Kodak identifica come T-Grain, pensata per ottenere elevata nitidezza e una grana particolarmente contenuta.
Kodacolor 200 vs ColorPlus 200: qui la risposta è meno netta
Ed eccoci probabilmente al confronto più interessante di tutta la nuova gamma.
Da una parte abbiamo una vecchia conoscenza: Kodak ColorPlus 200. Dall’altra compare:Kodak Kodacolor 200.
Stessi 200 ISO. Stesso formato 135. Stesso posizionamento da pellicola negativa colore generalista.
Quindi ColorPlus 200 ha semplicemente cambiato scatola? Probabilmente è quasi la stessa pellicola, ma qui è meglio non usare la stessa certezza con cui possiamo parlare di Portra ed Ektacolor.
La documentazione in nostro possesso definisce Kodacolor 200 come la controparte Eastman di ColorPlus 200: stesso ISO, utilizzo analogo e risultati molto simili. Specifica però anche un dettaglio fondamentale: Kodak non pubblica una dichiarazione ufficiale di equivalenza 1:1 tra le due emulsioni.
Ed è una sfumatura che vale la pena mantenere.
ColorPlus 200 è una pellicola consumer C-41 da 200 ISO disponibile, nella gamma indicata in 24 o 36 pose; Kodacolor 200 Eastman è invece proposta in 135 da 36 pose.
Kodak descrive oggi Kodacolor 200 come una negativa colore daylight-balanced da 200 ISO con grana fine, colori saturi, buona nitidezza e ampia latitudine di posa, destinata all’utilizzo fotografico generalista.
Quindi sì: chi utilizzava ColorPlus 200 troverà in Kodacolor 200 una proposta estremamente familiare.
Ma, fino a quando Kodak non dichiarerà formalmente un’identità 1:1, ci fermeremo a dire che la somiglianza è davvero netta.
Kodak Alaris o Eastman? Cambiano nomi, packaging e distribuzione, ma non sempre cambia davvero la pellicola.
Kodak Alaris o Eastman? Cambiano nomi, packaging e distribuzione, ma non sempre cambia davvero la pellicola.
Ektar, Tri-X e Gold? Qui il nome non cambia
Non tutte le pellicole coinvolte nel passaggio alla distribuzione Eastman hanno avuto bisogno di una nuova identità.
Per alcune delle referenze più conosciute il nome resta esattamente quello a cui siamo abituati.
È il caso di:
- Kodak Ektar 100
- Kodak Tri-X 400
- Kodak Gold 200
In questi casi è soprattutto il packaging a uniformarsi alla nuova gamma Eastman.
Ed è forse proprio questo a rendere l’intera transizione apparentemente più complicata di quanto sia davvero: alcune scatole cambiano grafica, altre cambiano nome, altre ancora entrambe le cose.
Ma dentro il rullino, molto spesso, c’è una storia che conosciamo già.
Kodak Alaris o Eastman: quale rullino comprare?
Questa è probabilmente la domanda che molti si faranno entrando in negozio nei prossimi mesi.
La risposta è: non scegliete una delle due confezioni pensando automaticamente che una sia la versione “vecchia” e l’altra quella “migliore”.
Nel caso delle equivalenze dichiarate (come Portra/Ektacolor Pro e T-Max/Ektapan 100 e 400) il cambio riguarda essenzialmente denominazione, packaging e distribuzione, non una nuova generazione di emulsione.
Questo significa anche che, almeno durante una fase di transizione, è assolutamente normale trovare contemporaneamente sugli scaffali confezioni Alaris e confezioni Eastman.
Prima Portra, ora Ektacolor: l’analogico sta cambiando perché è vivo
La parte forse più interessante di tutta questa storia è un’altra.
Per anni abbiamo pensato alla pellicola come qualcosa che stava scomparendo. Oggi ci troviamo a dover spiegare nuove gamme, nuove confezioni, nuove distribuzioni e ampliamenti di catalogo. Sul Magazine ne parliamo ormai da tempo: dalla crescita della domanda che ha spinto Kodak a investire nuovamente sulla produzione fino al ritorno di formati e prodotti che sembravano destinati a restare confinati nei cassetti di casa.
E forse è questo il modo più corretto di leggere anche il passaggio da Alaris a Eastman.
Conclusioni
La fotografia analogica non è mai stata così movimentata: nuovi rullini, vecchie emulsioni che cambiano nome e una gamma che continua ad allargarsi.
Non è quindi arrivata la fine delle pellicole che conoscevamo.
E’ iniziato invece nuovo capitolo di un mercato che, contro molte previsioni, ha ancora abbastanza pubblico da rendere conveniente continuare a produrre, distribuire e parlare di rullini fotografici.
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